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Pirateria, è così dannosa?

28 febbraio 2010 0 commenti
Pirateria negli eBook

Pirateria negli eBook

Su “PublishersWeekly”, una rivista settimanale professionale dedicata agli editori americani, è stato pubblicato un articolo nel quale si quantifica la pirateria “digitale” riguardo ai libri (sia eBook che copie scannerizzate) in 3 miliardi di dollari per gli Stati Uniti.
Lo studio ha differenziato la pirateria per ciascun settore editoriale, suddividendola in 14 settori, e trovando il massimo, 13mila copie pirata di ciascun titolo, nel settore finanziario ed investimenti. La media della pirateria nei generi non tecnici, cioè nei settori di “fiction”, è di 2mila copie a titolo.

Nel sito della Harperstudio (una sezione della casa editrice americana HarperCollins) è apparso un interessante blog dal titolo “You Say Piracy Like It’s a Bad Thing”, che qui riportiamo in parte, proprio a commento dello studio riportato da “PublishersWeekly”:

"Un momento! 2mila copie? E' questo il problema? Non è strano per un editore dare in giro più di 2mila copie di un titolo. Perché? Perché noi vogliamo che le persone leggano il libro e che ne parlino ad altre persone. Ed a proposito delle librerie pubbliche? Non è vero che vendiamo copie alle librerie pubbliche, copie che vengono prestate più e più volte gratuitamente a chiunque? Quanti soldi "perdiamo" a causa della possibilità di leggere gratuitamente nelle librerie pubbliche? (...) Inoltre, quanti soldi perdiamo perché gli amici si prestano i libri l'un l'altro dicendo "questo libro lo devi leggere". Allora ci converrebbe di più mettere un freno a queste altre fonti di perdite."

Intervento interessante proprio perché viene dall’interno di una casa editrice, per di più una grande casa editrice. Certamente non è a favore della pirateria, ma probabilmente vuol dire che la pirateria non è tutto quel mostro così tremendo come qualcuno lo dipinge.
Molto spesso, come nota anche un commento al post, la pirateria è semplicemente una fase di “prova”. Un ragazzo scarica dei brani musicali, o magari dei libri, per poter scegliere quale acquistare. Ha a disposizione una  somma limitata e non si può permettere di sbagliare acquisto.
Inoltre 2mila copie pirata non vuol dire 2mila copie non venduite, perché solo una piccola parte delle persone scaricano un brano od un libro lo avrebbero acquistato realmente. Anzi, molto spesso ascoltare musica o leggere romanzi fa appassionare ed “innamorare” di un determinato autore o genere, e porta molto spesso il “pirata” a diventare un acquisrente appassionato che spende molto più di quello che avrebbe speso se non avesse mai avuto la possibilità di ascoltare o leggere gratuitamente.

Quindi, conclude il post…

"dobbiamo evitare la distribuzione massiva di copie pirata, ma una moderata quantità di persone che leggono i nostri libri gratuitamente non può essere dannosa, ed anzi può realmente far aumentare l'abitudine a leggere, la gioia di leggere... ed il business che siamo così preoccupati di proteggere."

Scritto da Luigi |

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